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VIPER
INSTINCT
Grosseto
26 - 27 APRILE 2008
Il Bravo Team Joint Operation ha visto schierati in
campo tre elementi dei BAND OF BROTHERS: Diomede, Virus,
Ocelot, due dei DELTA CAERE: Flaco, Mecozzo e due dell’
SBS TEAM: Zeta e Drakulino.
La gara è stata caratterizzata da una componente
simulativa davvero elevata, con particolare attenzione
all’aspetto scenografico, curato nei minimi dettagli.
Il numero degli uomini previsto per le operazioni era di
otto elementi per squadra, ma a causa di problemi legati
alla salute sopraggiunti all’ultimo momento ad un nostro
uomo, abbiamo partecipato in sette; questo tuttavia non
ha creato problemi al team che è riuscito a conquistare
tutti gli OBJ, alcuni dei quali difesi anche da 9
uomini, ma andiamo per gradi.
Infiltrazione ore 12.00 di sabato 26 Aprile mediante
l’utilizzo di un camion internamente strutturato come un
aereo; davvero suggestivo il fatto di avere in
sottofondo il rombo dei motori di un velivolo che
contribuiva a rendere più verosimile la fase di
trasporto, durante la quale occorreva eseguire in giusta
sequenza la procedura di aggancio dei moschettoni e
check dell’equipaggiamento. Alla luce verde, con il
mezzo ancora in movimento ci lanciammo e stabilimmo un
perimetro difensivo per permettere all’ottimo cartografo
Zeta di determinare la miglior rotta da seguire.
Come direttiva primaria dovevamo conquistare una
postazione presidiata da forze ostili, prelevare una
provetta e stabilizzare alcuni prigionieri che sarebbero
poi stati esfiltrati con l’ausilio di un elicottero. La
marcia verso l’OBJ si rivelò più dura del previsto a
causa delle decine di mezzi che pattugliavano le vie
d’accesso e con i quali fummo costretti ad ingaggiare
più di una volta, nonostante le direttive fossero di
operare in modalità stealth.
Arrivati sull’ OBJ denominato “Search and Rescue”
attendemmo il via libera dal Quartier Generale
(contattato telefonicamente) che ci comunicò di rimanere
in stand by ed occultati per 20 minuti, prima di
procedere con l’attacco. Eravamo freschi e riposati, il
cielo sgombro da nubi sembrava voler favorire
l’operazione, ma proporzionalmente all’aumento della
temperatura, le riserve idriche andavano esaurendosi;
comunque il morale era buono e la voglia di far bene
anche. All’ora stabilita attaccammo l’OBJ costituito da
una serie di edifici, al centro dei quali campeggiava un
PMA (Posto Medico Avanzato) contenete i feriti che
dovevamo curare mediante la procedura S.T.A.R.T. (Simple
Triage And Rapid Treatment) e far esfiltrare. Dopo un
fuoco pesante volto a sfiancare l’avversario, ci
trovammo ad aver perso molti uomini, ma anche le fila
nemiche sembrano assottigliate, una sirena d’allarme
spezzava il ritmo cadenzato delle raffiche...presto le
Jeep della CI sarebbero arrivate in loco per dare
supporto ai difensori e, nonostante l’impegno, la nostra
squadra era decimata; unici operatori ancora “attivi”
Diomede, Ocelot e Flaco. Accompagnati dal suono
assordante dell’allarme e sfruttando la copertura
offerta dagli edifici, perlustrammo l’area alla ricerca
di eventuali ostili. Il tempo ci pressava così come il
pensiero rivolto alle Jeep in avvicinamento; Ocelot
venne eliminato, purtroppo, da fuoco amico; procedemmo
con Flaco verso l’allarme per capire come disattivarlo.
Notai un uomo con le mani alzate, dopo averlo perquisito
trovai il telecomando e riuscii ad arrestare
l’assordante sirena. Ci dirigemmo all’interno del
laboratorio e, miscelate correttamente le sostanze
contenute in due provette, passammo alla tenda medica
per stabilizzare i feriti, cosa che facemmo con successo
seguendo uno schema che avevo preparato precedentemente
basandomi su quello fornito dagli organizzatori nel
book. Scortammo i feriti, di cui uno in barella,
nell’area dove sarebbe atterrata l’eliambulanza;
missione compiuta e bonus acquisiti.
Nel procedere verso il prossimo OBJ, nonostante le
pattuglie meccanizzate presenti, non potemmo esimerci
dal costeggiare la strada dove avremmo dovuto
intercettare SVEN HASSEL, un folle che inseguiva sogni
di gloria clonando soldati per realizzare progetti di
morte; le informazioni in nostro possesso ci ricordavano
che altissima era la probabilità di sorprenderlo mentre
percorreva le arterie principali che collegavano i vari
OBJ. Giunti stanchi ed accaldati all’obiettivo “Alfa e
Omega” demmo davvero il massimo, considerata l’elevata
presenza di ostili nell’area operativa costituita da
numerose strutture dislocate
all’interno di un bosco. La forza era composta da nove
uomini di cui alcuni appena sopraggiunti in rinforzo con
un veicolo. Nonostante fossimo in sette e quindi
numericamente inferiori, riuscimmo a decimare la difesa,
ma anche le nostre perdite risultarono ingenti.
Drakulino e Virus, unici superstiti della squadra, si
lanciarono nella ricerca disperata di un missile che
costituiva una seria minaccia per la popolazione, tutte
le speranze erano riposte nei due compagni di squadra
ancora attivi; l’inesorabile countdown contribuiva ad
ostacolare fasi di ricerca riducendo la lucidità,
l’adrenalina aumentava proporzionalmente al diminuire
delle speranze che si stavano affievolendo piegate dal
trascorrere incessante del tempo… attimi sembravano ore,
minuti lunghi come giorni, quando finalmente ricevemmo
la notizia che il lancio era stato interrotto, tirammo
un sospiro di sollievo; grandi Virus e Drakulino!
Virus inoltre, al primo colpo di mortaio centrò un
cecchino appostato sul tetto di un edificio, ulteriore
bonus acquisito.
Tutt’intorno si stavano lentamente distendendo le ombre
della sera, quando valutammo che gli OBJ stealth li
avremmo conseguiti di notte. Era però rimasto da
bonificare il laboratorio di addestramento cloni
“Perfect Soldier”. L’attività di pattugliamento delle
arterie principali dell’AO andava intensificando, non
passava minuto in cui da dietro una curva non giungesse
il rombo di un Quad o Jeep, l’avanzata perciò risultò
lenta e difficoltosa a causa dei frequenti occultamenti.
Arrivati in vista dell’OBJ ricevemmo dal QG l’ordine di
attendere 20 minuti prima di procedere con l’attacco.
Rimanemmo in silenzio occultati. Purtroppo il sole stava
tramontando e le prime stelle, avanguardia di una lunga
notte, facevano capolino nel cielo, l’oscurità avrebbe
complicato lo svolgersi delle operazioni ormai prossime.
Sfruttammo il tempo a nostra disposizione per mettere
qualche cosa sotto i denti; parecchie le ore di marcia
che avevamo alle spalle e di SVEN HASSEL neanche
l’ombra, speravamo in quei pochi minuti di riposo per
riprender fiato e recuperare un pò di energie, quando
qualcosa di luminoso ed intermittente attirò la nostra
attenzione: un lampeggiante! Il caso volle che lo
scienziato stesse ispezionando il laboratorio che
avremmo attaccato a breve e proprio mentre pensavo che
la fortuna ci avesse per una volta arriso, il rombo
della Jeep risuonò alto nel cielo; intuimmo che stava
abbandonando la posizione e chissà se mai avremmo avuto
l’occasione di incontrarla nuovamente. Consultai
l’orologio, ancora 9 minuti all’attacco dell’OBJ...
opportunità persa purtroppo, il suono sordo del motore
però non sembrava allontanarsi, anzi, aumentava
gradualmente di intensità. Che stesse percorrendo la via
dalla quale eravamo arrivati? Gettammo via quel poco che
stavamo mangiando precipitandoci verso la strada,
facendo appena in tempo a lanciare la bandella, atta ad
arrestare il veicolo. In una frazione di secondo scese
lo scienziato e la sua scorta aprì il fuoco, oramai il
buio aveva avvolto tutto e quel che scorgevamo erano
solo sagome nere che sputavano centinaia di BB che
impattando sui rami degli arbusti, producevano un suono
indistinto. I fari della macchina però illuminavano
discretamente l’area e qualche uomo della scorta cadde,
aprii il fuoco alla cieca con la speranza di colpire
qualcuno, ma data la visibilità zero, potevo solo
intuire la posizione degli avversari... FINITAAA!!! La
fortuna volle che centrassi SVEN HASSEL; ottimo il
lavoro di accerchiamento della squadra. Salutati gli
uomini della CI, raccogliendo le ultime forze a
disposizione, ci lanciammo a capofitto verso le
strutture che si stagliano nell’ombra della notte
incipiente. Le urla si confondevano con il rumore
generato dalle raffiche, caddero molti elementi della
CI, fatta eccezione per un uomo asserragliato dietro un
caseggiato che, sfruttando la posizione favorevole e la
luce di un faro che illuminava l’area circostante
abbagliandoci non poco, teneva bloccati i superstiti
della squadra ormai decimata. Il tempo correva beffardo
ed a breve sarebbe stato chiamato il fine ingaggio,
chiesi conferma via radio per conoscere il numero dei
compagni ancora in vita, risposero all’appello Virus,
Ocelot e Mecozzo con il quale tentammo inutilmente una
manovra di aggiramento, che fallì purtroppo, a causa del
fitto intrico di rovi che bloccava ogni accesso. Vidi
l’arbitro consultare il cronometro e portare il
fischietto alla bocca…eravamo alla fine; tanta fatica
sprecata…Ocelot ebbe allora un’intuizione geniale. Si
diresse correndo verso l’alimentazione del potente faro
che fendendo le tenebre rendeva inutilizzabile il visore
notturno, che accesi non appena tutto fu avvolto
dall’oscurità, Ocelot purtroppo cadde sotto il fuoco
della CI, ma individuai l’ostile e dopo una pesante
raffica riuscii ad eliminarlo...FINE INGAGGIO! Ora
dovevamo procedere con le operazioni nel laboratorio.
Mentre l’ottimo Mecozzo con l’ausilio di Virus
perlustravano la struttura alla ricerca del luogo dove
piazzare il C4, mi trovai a dover scegliere quale fra i
fili di un circuito collegato ad una mitragliatrice,
tagliare. Se avessi sbagliato, una raffica mi avrebbe
investito, ero assorto in questi pensieri quando
l’arbitro mi destò rammentando che il tempo stava per
scadere; seguendo uno schema e nonostante le scarse
conoscenze elettroniche, staccai un cavo e…. tirai un
sospiro di sollievo; salvi. Nel frattempo i miei
compagni riuscirono a piazzare l’esplosivo; immessa la
password in un PC, procedemmo al tiro alle sagome,
purtroppo un faro abbaglia Virus, tiratore designato per
l’occasione, che nonostante tutto riesce a colpirne due.
Obiettivo conseguito! Ci rimettemmo in marcia ormai
stremati, 10 ore ci dividevano dall’inizio gara,
l’equipaggiamento ad ogni passo si faceva sempre più
pesante. Guidati dall’ottimo navigatore Zeta (che devo
dire si è rivelato davvero capace), giungiamo in
prossimità di un ponte che sulle prime pareva presidiato
da forze ostili; dopo esserci avvicinati
silenziosamente, il buon Zeta riuscì a piazzare le
cariche di esplosivo, permettendo alla squadra di
dileguarsi silenziosamente. Contando sulle esigue forze
a disposizione, come se stessimo raschiando briciole dal
fondo di un secchiello ormai vuoto, decidemmo di
raggiungere l’altro obiettivo da acquisire in modalità stealth. Arrivati finalmente in prossimità dell’aereo
posizionammo l’esplosivo e poco distante improntammo il
bivacco, erano le 24.00. 12 ore di marcia, acquisizione
Way point ed attacco ad obiettivi ci avevano davvero
provato. Disposte le coperte termiche e liberatici del
pesante equipaggiamento ci assopimmo per qualche ora, la
temperatura durante la notte scese, forse in una tenda
avremmo riposato meglio, ma dormendo “sotto le stelle”
non potemmo impedire al freddo di penetrare fin dentro
le ossa. Alle 5.00, proprio quando la luna stava per
lasciare il cielo, ci rimettemmo in marcia verso gli
altri Way point che conseguimmo con successo. Le scorte
idriche erano terminate da tempo ed ancora 3 km ci
dividevano dall’Obiettivo radar. Il peso
dell’equipaggiamento, che a sua volta gravava sulle
gambe, sembrava aumentare in rapporto al nostro
incedere. Drakulino accusò dolori articolari, ma tirò
dritto. Posso affermare senza dubbio alcuno che Mecozzo,
Zeta e Drakulino abbiano dato davvero il meglio
riuscendo a stabilire al secondo tentativo, le esatte
coordinate della postazione radar, necessarie al QG per
procedere con il bombardamento. In un vuoto gravido
d’attesa attendevamo la conferma dell’annientamento
della stazione di trasmissione, ma le coordinate fornite
non erano corrette; ultimo tentativo a disposizione.
Aggiustando il tiro di qualche grado ricevemmo conferma
dal QG dell’avvenuto bombardamento...RADAR FUORI USO!!!
Ottimo ragazzi! Non rimane che attaccare l’OBJ ed
eliminare gli avversari. Flaco falciò molti avversari
coperto dal pesante fuoco di Mecozzo; Virus, Drakulino e
Ocelot avanzavano da destra, io e Zeta al centro, dopo
pochi minuti l’OBJ è conseguito! Procedemmo verso il
luogo dell’esfiltrazione, giungendo in perfetto orario.
Su 24 ore di gara abbiamo marciato 19 ore, conseguito
tutti gli obiettivi e la maggior parte dei Way Point
contando un uomo in meno rispetto agli otto previsti,
possiamo ritenerci soddisfatti. Una menzione d’onore va
ai miei compagni che sono sempre andati avanti anche nei
momenti di stress maggiore, sopendo piccole divergenze,
che potevano minare la stabilità della squadra. Il BRAVO
TEAM JOINT OPERATION è nato con lo scopo di mettere a
punto un team che partecipi ad eventi ESA e HSA; i
risultati conseguiti hanno ripagato sicuramente le tante
ore dedicate all’allenamento propedeutico alla gara. I
Vipers hanno pianificato un evento davvero unico,
incastonato in una cornice naturale splendida, a loro
vanno i più sentiti ringraziamenti e complimenti per la
realizzazione scenografica ed organizzativa senza
precedenti.
A chi mi chiede il perché ami questo sport e cosa spinga
a superare talvolta i limiti imposti dal fisico,
rispondo che vincere una coppa è l’ultima delle
preoccupazioni e che imprimere nella mente ricordi
carichi di significato vissuti in compagnia di amici
motivati e volenterosi, compensa ampiamente per tutti i
sacrifici fatti. Grazie ragazzi.
DIOMEDE
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